Opposizione a decreto ingiuntivo e termini di costituzione: antidoti alla retroattività del dictum delle Sezioni Unite

Opposizione a decreto ingiuntivo


Rilettura giurisprudenziale dell’art. 645, 2º co., c.p.c.

Le Sezioni Unite, con la sentenza, n. 19246, del 9 settembre 2010, hanno fornito una nuova interpretazione della norma che regola i termini di costituzione in caso di opposizione a decreto ingiuntivo: l’asserito debitore deve procedere ad iscrivere la causa a ruolo entro 5 giorni dalla notifica in ogni caso di opposizione (sia che essa comporti l’assegnazione di termini di comparizione dimidiati, che ordinari).

La risposta dei giudici di merito a tale principio di diritto

Le prime decisioni successive al dictum della Cassazione ne hanno escluso la retroattività, facendo ricorso agli istituti del giusto processo, dell’overruling, del precedente vincolante, del diritto vivente, nonchè ai rimedi alternativi della rimessione in termini o del principio tempus regit actum.

Cass. civ. Sez. Unite, 9 settembre 2010, n 19246 2010
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, i termini di costituzione dell’opponente e dell’opposto sono sempre dimezzati rispetto a quelli ordinari per il solo fatto che sia stata proposta l’opposizione.

La giurisprudenza di merito

Tribunale di Piacenza, 13 maggio 2010
In caso di tardiva iscrizione a ruolo della causa da parte dell’opponente, l’opposizione deve essere dichiarata improcedibile, a nulla rilevando la tempestiva costituzione del convenuto.

Tribunale di Varese, 8 ottobre 2010
In caso di radicale mutamento giurisprudenziale che abbia ad oggetto le regole processuali ed introduca, di fatto, una regola del tutto nuova rispetto al precedente e costante orientamento giurisprudenziale seguito sino al pronunciamento neofita, cd. overruling, la parte che abbia posto in essere un’azione giudiziale conforme al precedente indirizzo e divenuta, poi, inidonea per effetto del mutamento giurisprudenziale, conserva comunque il diritto ad una decisione nel merito. (Nel caso concreto, si è dichiarata procedibile l’opposizione a decreto ingiuntivo in cui l’opponente si era costituito oltre i cinque giorni decorrenti dalla notificazione dell’atto di citazione in opposizione, ma nel termine di dieci giorni, avendo concesso all’opposto il termine ordinario per comparire, essendosi così conformato al precedente orientamento giurisprudenziale – oggi modificato – secondo il quale i termini di costituzione dell’opponente erano dimezzati solo se lo stesso aveva, a sua volta, concesso all’opposto, anche involontariamente, un termine di comparizione inferiore a quello previsto dall’art. 163 bis c.p.c.).

Tribunale di Pavia, 14 ottobre 2010
Per effetto della recente riforma del codice di procedura civile, l’istituto della rimessione in termini, collocato nell’art. 153 c.p.c., ha assunto portata generale, non limitata alle sole ipotesi in cui le parti siano decadute dal potere di compiere determinate attività difensive nel corso della trattazione della causa; ne consegue che detto istituto può consentire la rimessione in termini dell’attore in opposizione a decreto ingiuntivo che non si sia costituito nel termine che le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19246/2010, mutando la precedente giurisprudenza, hanno ritenuto debba essere dimezzato per il solo fatto che l’opposizione sia stata proposta ed indipendentemente, quindi, dal fatto che l’opponente abbia o meno assegnato all’opposto un termine a comparire inferiore a quello legale.

Tribunale di Milano, 13 ottobre 2010
Nel nostro ordinamento giuridico deve ritenersi esistente il principio secondo il quale è possibile fare affidamento sul diritto vivente, quale risulta dalla generalizzata interpretazione delle norme regolatrici del processo da parte della giurisprudenza di merito e di legittimità, principio che, alla luce degli artt. 24 e 111 Cost., posti a garanzia di un giusto processo come effettivo strumento di azione e di difesa, preclude la possibilità di ritenere che gli effetti dell’atto processuale già formato al momento della pronuncia della Corte di legittimità che ha mutato l’interpretazione della norma, siano regolati dalla nuova interpretazione della legge, quantomeno nei casi in cui l’applicazione della stessa secondo la modificata interpretazione viene a compromettere in radice la tutela della parte (fattispecie in tema di opposizione a decreto ingiuntivo nella quale dell’attore opponente non si sia costituito nel termine che le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19246/2010, mutando la precedente giurisprudenza, hanno ritenuto debba essere dimezzato per il solo fatto che l’opposizione sia stata proposta ed indipendentemente, quindi, dal fatto che l’opponente abbia o meno assegnato all’opposto un termine a comparire inferiore a quello legale).

Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, 20 ottobre 2010
L’overruling realizzato dalla sentenza delle Sezioni Unite n. 19246/2010, giustifica l’errore cui è incorsa la parte che abbia seguito l’indirizzo giurisprudenziale previgente. La parte incorsa in errore, però, piuttosto che essere rimessa in termini, con regressione del giudizio e conseguente grave danno alla giurisdizione deve essere considerata come aver agito correttamente, sulla scorta di un mero accertamento del giudice di merito, che verifica l’overruling e l’affidamento incolpevole del litigante.

Tribunale di Civitanova Marche, 22 ottobre 2010
Per i procedimenti in corso al momento dell’intervento delle Sezioni Unite 19246/2010, la parte opponente che abbia iscritto a ruolo la causa dopo il quinto giorno ma entro il decimo, va rimessa in termini ex art. 153 c.p.c. (ieri: 184-bis c.p.c.). Il ridetto istituto costituisce una delle declinazioni del principio fondamentale del giusto processo e del diritto di difesa, come espressi dagli artt. 24 e 111 Cost., dall’art. 6 Cedu (ormai comunitarizzata) e dalla costante giurisprudenza della Cge.

Tribunale di Torino, 11 ottobre 2010
In tema di opposizione a decreto ingiuntivo e conseguente costituzione delle parti nei termini di cui al Codice di Procedura Civile ridotti alla metà, visto il mutamento interpretativo della Corte di Cassazione Sezioni Unite con sentenza 9 settembre 2010, n. 19246, non sembra che l’errore della parte che abbia fatto affidamento su una consolidata (al tempo della proposizione della opposizione e della costituzione in giudizio) giurisprudenza di legittimità sulle norme regolatrici del processo, successivamente travolta dal citato mutamento di orientamento interpretativo, possa avere rilevanza preclusiva, sussistendo i presupposti per la rimessione in termini (art. 153 c.p.c.), alla cui applicazione non osta la mancanza dell’istanza di parte, essendo conosciuta, per le ragioni evidenziate, la causa non imputabile. Non occorre pertanto assegnare un ulteriore termine per provvedervi, trattandosi di attività già compiuta.

Tribunale di Marsala, 20 ottobre 2010
Il principio di irretroattività del diritto vivente (c.d. overruling) proprio degli ordinamenti di common law postula il carattere costitutivo e vincolante delle pronunce delle Corti Superiori (c.d. principio dello “stare decisis” verticale) e pertanto non può operare nel nostro ordinamento nel quale il precedente della S.c. non è vincolante: pertanto, la violazione dei termini di costituzione da parte dell’opponente a decreto ingiuntivo, in applicazione dei principi affermati dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 19246 del 2010, non potrà ritenersi insussistente sulla scorta del principio “tempus regit actum“, che può avere quale unico parametro il diritto positivo codificato, potendo invero la parte essere rimessa in termini dall’esercizio del potere processuale esercitata oltre il termine previsto in applicazione dell’art. 153 c.p.c.

Il testo integrale della nota è pubblicato su Obbligazioni e contratti, 2011, fasc. 1, pagg. 51 – 57

Autore: Francesco Tedioli

Please wait while flipbook is loading. For more related info, FAQs and issues please refer to DearFlip WordPress Flipbook Plugin Help documentation.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *