L’usucapione speciale per la piccola proprietà rurale

Con sentenza 30 Luglio 2018, n. 20068,  la Corte di cassazione ha stabilito che, in tema di usucapione speciale – prevista dall’art. 1159 bis c.c. – il decreto di riconoscimento della proprietà rurale, di cui alla legge n. 346 del 1976, non ha valore di sentenza e, quindi, non è idoneo a passare in cosa giudicata, conferendo solo una presunzione di appartenenza del bene a favore del beneficiario del provvedimento fino a quando, a seguito dell’opposizione di cui all’art. 3 della citata legge o di un autonomo giudizio, non vi sia stata una pronuncia di accertamento della proprietà.

Ne consegue che l’eventuale estinzione del giudizio di opposizione determina la caducazione e non la consolidazione del decreto che sia stato emesso.

Ha, inoltre dichiarato che, quando, a seguito di sentenza dichiarativa dell’incompetenza del giudice adito, sia stata posta in essere un’attività processuale astrattamente riconducibile al modello della riassunzione, spetta al giudice davanti al quale la riassunzione stessa sia stata effettuata stabilire se essa, come concretamente attuata, sia tempestiva e, più in generale, risponda ai requisiti di forma e di contenuto necessari perché si verifichi l’effetto della continuazione del processo davanti al giudice “ad quem” e sia evitata l’estinzione.

A tal fine, è necessario compiere un attento esame del contenuto sostanziale dell’atto di riassunzione per verificare la sussistenza di una non equivoca volontà di proseguire il giudizio inizialmente promosso, volontà configurabile anche implicitamente, senza che occorra una espressa dichiarazione in questo senso.

Il testo integrale della nota è pubblicato su Euroconference LEGAL, 13 novembre 2018.

Autore: Francesco Tedioli

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