Riscatto agrario: il titolo legittimo di coltivazione da parte del proprietario confinante

Trib. Reggio-Emilia, Sez. spec. agr. 8 marzo 2022, n. 307
Ai fini del riconoscimento del diritto di prelazione agraria e del requisito soggettivo in capo al proprietario confinante, la norma di cui all’art. 7 della legge n. 817 del 1971 richiede la coincidenza tra la titolarità del fondo e l’esercizio della coltivazione diretta. È necessario pertanto che, ai fini del requisito del biennio, la coltivazione del fondo venga esercitata dal proprietario in forma diretta e non attraverso la società di persone affittuaria del fondo, ancorché questi ne sia socio e comproprietario.

Cassazione Civile, sez. VI -2 Ord., 04-08-2021, n. 22226
Nel caso di esercizio del diritto della prelazione da parte del proprietario confinante, con riferimento alla coltivazione diretta del fondo, non è richiesta una disponibilità del bene “qualificata”, ma è sufficiente che il possesso e la coltivazione del fondo non siano contra ius. La coltivazione diretta del fondo è svolta in base ad un titolo legittimo, quando l’usufruttuario ha consentito al nudo proprietario la coltivazione e quest’ultimo la esercita non invito domino; non è quindi necessario uno specifico contratto di comodato o affitto.