Il tentativo di conciliazione per le controversie agrarie

Le controversie agrarie, priva di essere instaurate in giudizio, devono essere precedute da un tentativo di conciliazione avanti l’Ufficio Regionale territoriale competente (ex Ispettorato provinciale dell’agricoltura, ai sensi dell’art. 46, l. 3.5.1982, n. 203 e dell’art. 11, comma III, D.Lgs. 1.9.2011, n. 150.


GIURISPRUDENZA


Cassazione Civile, sez. III, 14-11-1997, n. 11268
La “ratio” legis dell’art. 46 della l. n. 203 del 1982 (tentativo obbligatorio di conciliazione in tema di controversie agrarie) non impone che, al previsto tentativo di conciliazione, sia presente la parte personalmente, risultando, all’uopo, sufficiente la presenza di un suo legale in qualità di rappresentante, ancorchè sfornito di documentata procura, vertendosi, nella specie, in tema di conciliazione amministrativa e non giudiziale (con conseguente inapplicabilità delle norme dettate per quest’ultima fattispecie, quale quella di cui all’art. 420 c.p.c.), e salva restando la facoltà, per la controparte, di richiedere al rappresentante la giustificazione dei suoi poteri, giusto disposto dell’art. 1393 c.c.


Cassazione Civile, sez. III, 19-10-1994, n. 8518
In materia di contratti agrari, nel caso, non specificamente previsto dalla legge, di contestuale proposizione di più domande, la sussistenza della condizione di procedibilità del tentativo di conciliazione va accertata in relazione a ciascuna di esse, non potendo la rilevata improcedibilità di una incidere sull’accertata procedibilità delle altre.

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