Sulla tassatività delle ipotesi dei diritti di prelazione e riscatto agrario

La giurisprudenza ha indicato che le ipotesi di prelazione-riscatto devono essere “tassative” e, pertanto, non suscettibili di interpretazioni estensive.


GIURISPRUDENZA


Cass., Sez. III, 27 novembre 2023, n. 32917
Il diritto di prelazione agraria in favore dell’affittuario coltivatore di fondo rustico o del proprietario del fondo confinante non sussiste nel caso di conferimento di detto fondo rustico in una società di capitali.

Cass. civ., Sez. III 25 marzo 2016, n. 5952
I diritti di prelazione e riscatto agrari costituiscono ipotesi tassative, non suscettibili di interpretazione estensiva, sicché tali diritti, previsti in favore del confinante dall’art. 7 della l. n. 817 del 1971, non spettano al socio della società semplice, affittuaria del fondo rustico, ancorché egli sia anche comproprietario del fondo, ove l’attività agricola sia riferibile alla società quale autonomo centro di imputazione giuridica, richiedendo la norma la coincidenza tra la titolarità del fondo e l’esercizio dell’attività agricola

Cass. civ., Sez. III, 2 marzo 2010, n. 4934
Il diritto di prelazione (e di riscatto) di cui all’art. 8 della legge 26 maggio 1965, n. 590, può essere esercitato – ai sensi dell’art. 16, quinto comma, della legge 14 agosto 1971, n. 817 – anche da una cooperativa agricola; in tal caso è necessario che ricorrano, da un lato, le condizioni di cui al citato art. 8 e, dall’altro, che la cooperativa realizzi un’efficiente conduzione associata dei fondi, indipendentemente dalla divisione o meno dei medesimi, giacché è proprio questo tipo di conduzione, necessariamente emergente dalle norme statutarie e concretamente attuata nella pratica, che giustifica l’esistenza di una cooperativa agricola a scopo mutualistico ed il conseguente diritto di prelazione.

Cass. civ., Sez. III, 26 gennaio 2010, n. 1523
Ai fini dell’esercizio del diritto di prelazione e riscatto di un fondo rustico da parte dell’affittuario coltivatore diretto, secondo la disciplina di cui all’art. 8 della legge 26 maggio 1965, n. 590, non è ravvisabile il trasferimento a titolo oneroso della proprietà del fondo nella cessione del pacchetto azionario di una società di capitali proprietaria dell’immobile, comportando tale cessione il subingresso di altri nella qualità di soci, ma non nella titolarità dei beni sociali, che resta alla società.

Cass. civ., Sez. III, 29 novembre 2005, n. 26044
Il diritto di prelazione agraria in favore dell’affittuario coltivatore di fondo rustico o del proprietario del fondo confinante non sussiste nel caso di conferimento di detto fondo rustico in una società di capitali (o di cessione di quote di una tale società), non configurandosi un’alienazione a titolo oneroso del fondo stesso in considerazione della natura ed infungibilità della controprestazione del trasferimento del bene, costituita dall’acquisto della qualità di socio.

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