Lo svolgimento del procedimento arbitrale

L’arbitrato è un processo che si svolge secondo le regole, in primis, dettate dalle parti e, in difetto, dagli arbitri.


Cass. sez. I, 4 luglio 2023, n.18772 con nota, dal titolo Gli arbitri possano imporre termini perentori, determinando la decadenza da allegazioni e deduzioni per chi non li abbia rispettati?
Il procedimento arbitrale è improntato al principio di libertà delle forme, sicché, ove nulla sia stato previsto nella convenzione di arbitrato, spetta all’arbitro regolare lo svolgimento del giudizio, anche assegnando termini perentori per la produzione di mezzi di prova, purché ne abbia dato avviso alle parti, salvaguardando così il loro diritto di difesa. Ne consegue che è, invece, precluso all’arbitro di dichiarare inammissibile un atto o un’istanza o una produzione documentale per inosservanza di un termine o di una regola di condotta, ove la corrispondente attività conformativa non si stata anteriormente prevista come necessaria a pena di inammissibilità e in questa prospettiva resa nota alle parti.

Cass. civ., Sez. II, Ordinanza, 25 febbraio 2022, n. 6322
La proposizione di una domanda di arbitrato ha effetto interruttivo e sospensivo (salvo il caso in cui sopravvenga l’estinzione del procedimento) della prescrizione dei diritti azionato.

Corte d’Appello Venezia, Sez. I, 25 ottobre 2021, n. 2681
In tema di lodo arbitrale e di applicazione dell’art. 816-bis c.p.c. in relazione alla disciplina processuale ed alla violazione dell’ordine pubblico concernente la presentazione di documentazione istruttoria anteriormente prodotta anche se successivamente alla chiusura dell’istruttoria, gli arbitri hanno piena facoltà di regolare lo svolgimento del giudizio nel modo che ritengono più opportuno, non ammettendo tale successiva documentazione istruttoria.

Le novità legislative e giurisprudenziali 
in materia arbitrale

Cass. civ., Sez. I, Ordinanza, 15 febbraio 2021, n. 3840
In tema di arbitrato, ove una parte ometta di trasmettere la propria memoria all’altra, la circostanza che per tale omissione non sia stata pattiziamente prestabilita alcuna conseguenza non basta ad escludere la nullità del lodo, essendo necessario accertare se la mancata trasmissione dell’atto abbia concretamente cagionato una violazione del principio del contraddittorio.

Cass. civ., Sez. I, 23 febbraio 2016, n. 3481
Nell’arbitrato rituale, ove le parti non abbiano vincolato gli arbitri all’osservanza delle norme del codice di rito, è consentito alle medesime di modificare ed ampliare le iniziali domande, senza che trovino applicazione le preclusioni di cui all’art. 183 c.p.c., salvo il rispetto del principio del contraddittorio.

Cass. sez. I, 21 gennaio 2016, n. 1099
In tema di arbitrato rituale, gli arbitri incorrono in violazione del principio del contraddittorio per mancata conoscenza dei punti di vista di tutte le parti del procedimento ove abbiano stabilito la natura perentoria dei termini da loro fissati alle parti per le allegazioni ed istanze istruttorie — alla stregua di quelli ex artt. 183 e 184 c.p.c. — e, in relazione a tale determinazione, abbiano dichiarato decaduta una parte per il tardivo esercizio delle facoltà di proporre quesiti e istanze istruttorie, qualora la possibilità di attribuire tale carattere perentorio non fosse prevista dalla convenzione di arbitrato, ovvero da un atto scritto separato o dal regolamento processuale dai medesimi arbitri predisposto, e in assenza di specifica avvertenza al riguardo al momento dell’assegnazione dei termini.

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