La Consulta salva gli obblighi procedurali imposti con la riforma della “legge Pinto”

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 135, depositata il 26 giugno 2018, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 5-sexies della legge 24 marzo 2001, n. 89, in ordine alla disciplina delle modalità di pagamento degli indennizzi per irragionevole durata del processo.

La previsione di un termine sostitutivo e non cumulativo di 6 mesi, decorrenti dalla trasmissione all’amministrazione tenuta al pagamento della dichiarazione del creditore in ordine alla mancata riscossione della somma dovuta a tale titolo, con i relativi documenti, affinché possano essere esercitate le pertinenti azioni esecutive, realizza, infatti, un meccanismo procedimentale non irragionevole, che non impedisce la tutela giurisdizionale, ma solo, appunto, la differisce per un tempo non eccessivo e la rende anzi eventuale, in coerenza con gli obiettivi generali di razionalizzazione e semplificazione dell’attività amministrativa.

Il testo integrale della nota è pubblicato su Studium Iuris, fasc. 2, 2019, pagg 157-161.

Autore: Francesco Tedioli

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