Le irragionevoli conseguenze processuali derivanti dall’equiparazione tra la cancellazione dal registro delle imprese di una società e la sua estinzione portano al rilievo di incostituzionalità dell’art. 2495 c.c.

Il rilievo d’incostituzionalità dell’art. 2495 c.c.


La Corte d’appello di Milano (sez. I civile, con ordinanza 18 aprile 2012 – RG 1482/08), solleva la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2495 c.c. e 328 c.p.c. nella parte in cui non prevedono, in caso di estinzione della società per effetto di volontaria cancellazione dal registro delle imprese, che il processo prosegua o sia proseguito nei gradi di impugnazione da o nei confronti della società cancellata, sino alla formazione del giudicato.

L’impossibilità di identificare un successore nel processo e nella res litigiosa, in caso di estinzione della società per intervenuta cancellazione e, dunque, di un soggetto legittimato a stare in giudizio, nei cui confronti poter proseguire il processo, instaurando il giudizio d’impugnazione, violerebbe non soltanto il principio di eguaglianza, ma anche i canoni fondamentali del giusto processo.

L’Autore, dopo aver individuato la normativa di riferimento e riassunto gli orientamenti ormai consolidati in dottrina e giurisprudenza, critica la scelta della Corte d’Appello di Milano, suggerendo di ricorrere ad un’interpretazione “costituzionalmente orientata” del sistema normativo in tema di società, in modo da rispettare la “lettera della legge”.

Infatti, quand’anche venisse ripristinato il vecchio testo dell’articolo 2495 c.c., con l’eliminazione dell’inciso “ferma restando l’estinzione della società dopo la cancellazione“, non si giungerebbe automaticamente al risultato sperato.

Perché il processo prosegua nei confronti della società cancellata, bisognerebbe prevederlo esplicitamente, poiché la pubblicità camerale, nel caso di società di capitali, è costitutiva e determina l’irreversibile estinzione della società, mentre, nel caso di società di persone, ingenera una presunzione di estinzione, difficilmente superabile.

  • art. 2495 c.c.
  • art. 328 c.p.c.

Per l’esame di pronunce correlate, si veda la sezione dedicata.

Il testo integrale del saggio è pubblicato sulla Rivista di diritto societario, 2012, fasc. 3, pagg. 530-544.

Autore: Francesco Tedioli

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