L’inammissibilità del ricorso per cassazione proposto dal liquidatore di una società ormai estinta

La Suprema Corte, con ordinanza 22 gennaio 2020, n. 1392, stabilisce che il ricorso per cassazione proposto dall’ex (legale) rappresentante di società estinta è inammissibile, perché occorre una valida procura speciale per la sua proposizione.

Non opera, quindi, l’ultrattività di procure in precedenza rilasciate; neppure può esserne rilasciata una nuova, stante la necessità che il relativo conferimento provenga da un soggetto esistente e capace di stare in giudizio.

Chi un tempo era legale rappresentante della società dovrà essere condannato alle spese legali in proprio, in quanto, salvo che particolari condizioni o circostanze o elementi anche indiziari non lo richiedano, l’avvocato, che si limita ad autenticarne la sottoscrizione, non ha uno specifico dovere professionale di verificare costantemente la persistenza della qualità di legale rappresentante di chi gli conferisce il mandato.

Quest’ultimo ha, invece, l’onere di conoscere la cessata persistenza dei propri poteri e di renderne preventivamente ed adeguatamente edotto il suo difensore.

Il testo integrale della nota è pubblicato su Euroconference LEGAL, 31 marzo 2020.

Per l’esame di pronunce correlate, si veda la sezione dedicata.

Autore: Francesco Tedioli

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