La produzione di energia da fonti rinnovabili quale attività connessa a quella agricola

Nonostante siano trascorsi diversi anni dalla riforma della disciplina dell’impresa agricola, numerosi sono ancora i problemi irrisolti.

Rivista per la consulenza in agricoltura

Resta, infatti, ancora da definire quale sia l’esatta distinzione tra imprenditore agricolo e commerciale o il perimetro dell’area operativa delle “attività connesse a quella agricola“, a seguito della riformulazione dell’articolo 2135, cod. civ.

Il contributo, oltre ad approfondire tali temi, analizza la disciplina giuridica della cessione, da parte dell’impresa agricola, di energia elettrica e calorica derivante dall’impiego di fonti rinnovabili.

Il saggio è pubblicato sulla Rivista per la consulenza in Agricoltura, 53/2020.

Autore: Francesco Tedioli

Il comma 3, articolo 2135, cod. civ. ha configurato una rinnovata forma di impresa agricola di tipo “plurifunzionale”, introducendo una serie di attività che sono “connesse” a quelle principale

L’imprenditore può esercitare tali attività anche con materiali e beni acquistati presso terzi, ma il loro impiego non deve eccedere quantitativamente l’uso dei prodotti ottenuti direttamente dal proprio fondo e/o dall’allevamento del proprio bestiame

A causa della loro natura agricola, le attività “connesse” sono sottratte al fallimento. L’esonero da tale procedura viene meno quando sia insussistente il collegamento funzionale con la terra
o quando le “attività connesse” assumano rilievo decisamente prevalente, sproporzionato rispetto a quelle di coltivazione, allevamento e silvicoltura.

Le attività connesse si possono differenziare in tipizzate (articolo 2135, cod. civ.) e “assimilate” da altre leggi. Tra queste ultime rientrano l’attività di produzione di biomasse e di energia da fonti fotovoltaiche.

Spesso l’imprenditore commerciale sfrutta il requisito formale della relazione tra “attività connessa” e fondo agricolo, per beneficiare di tutti quegli incentivi fiscali che spettano unicamente all’impresa agricola. Il Legislatore è, allora, chiamato a ripensare del tutto alla
disciplina in esame, separando il profilo fiscale da quello civilistico

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