Domicilio digitale e obbligo di notifica dell’atto di appello all’indirizzo pec del difensore

Domicilio digitale


Le Sezioni Unite – con sentenza 28 settembre 2018, n. 23620 – stabiliscono che, in materia di notificazioni al difensore, in seguito all’introduzione del “domicilio digitale“, è valida la notificazione al difensore eseguita presso l’indirizzo pec risultante dall’albo professionale di appartenenza, atteso che il difensore è obbligato a darne comunicazione al proprio ordine e quest’ultimo è obbligato ad inserirlo sia nei registri INI PEC, sia nel ReGindE, di cui al d.m. 21 febbraio 2011 n. 44, gestito dal Ministero della Giustizia.

In tema di notificazione in via telematica, poi, la mancata indicazione nell’oggetto del messaggio di p.e.c. della dizione “notificazione ai sensi della L. n. 53 del 1994” costituisce mera irregolarità, essendo comunque raggiunto lo scopo della notificazione.

Il raggiungimento dello scopo della notifica, vale a dire la produzione del risultato della conoscenza dell’atto notificato a mezzo di posta elettronica certificata, priva di significativo rilievo la presenza di meri vizi di natura procedimentale, ove l’erronea applicazione della regola processuale non abbia comportato una lesione del diritto di difesa, oppure altro pregiudizio per la decisione.

Il testo integrale della nota è pubblicato su Euroconference LEGAL, 15 gennaio 2019.

Autore: Francesco Tedioli

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