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La Consulta salva gli obblighi procedurali imposti con la riforma della “legge Pinto”

Autore: Francesco Tedioli

Il testo integrale Documento in formato pdf del saggio è pubblicato in Studium Iuris, fasc. 2, 2019, pagg 157-161.

Sommario

Studium iuris

1. La questione di legittimità costituzionale 2. La decisione della Consulta. 3. La violazione della ragionevole durata del processo ed equa riparazione ex lege Pinto. 4. Diritto d’azione e giurisdizione condizionata.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 135, depositata il 26 giugno 2018, Documento in formato pdf ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 5-sexies della legge 24 marzo 2001, n. 89, in ordine alla disciplina delle modalità di pagamento degli indennizzi per irragionevole durata del processo, poiché la previsione di un termine sostitutivo e non cumulativo di 6 mesi, decorrenti dalla trasmissione all'amministrazione tenuta al pagamento della dichiarazione del creditore in ordine alla mancata riscossione della somma dovuta a tale titolo, con i relativi documenti, affinché possano essere esercitate le pertinenti azioni esecutive, realizza un meccanismo procedimentale non irragionevole, che non impedisce la tutela giurisdizionale, ma solo, appunto, la differisce per un tempo non eccessivo e la rende anzi eventuale, in coerenza con gli obiettivi generali di razionalizzazione e semplificazione dell'attività amministrativa.


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