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Art. 614 bis c.p.c.

Osservazioni critiche all'art. 614 bis c.p.c.

Autore: Francesco Tedioli

Il testo integrale Documento in formato pdf del saggio è pubblicato in Nuova Giurisprudenza civile commentata, 2013, fasc. 1, pagg. 67-81.

Sommario

1. Premesse definitorie. 2. I provvedimenti che possono essere assistiti dalla misura coercitiva. 3. L'infungibilità dell'obbligazione quale presupposto applicativo della norma. 4. Le obbligazioni di non fare. 5. Presupposti e limiti applicativi dell'istituto. 6. La natura del provvedimento. 7. Tempi e modi per la proposizione della domanda. 8. I criteri di determinazione della misura. 9. L'esecuzione.La nuova giurisprudenza civile commentata 10. L'impugnazione. 11. Vincolatività della pronuncia della misura tra cognizione ed esecuzione. 12. Concorso con l'esecuzione diretta.

Premesse definitorie

La legge n. 69/2009 ha introdotto nel nostro ordinamento l'art. 614 bis cod. proc. civ., uno strumento di coazione indiretta volto ad ottenere la volontaria attuazione delle sentenze e degli altri provvedimenti di condanna all'adempimento di obbligazioni infungibili. Questa misura coercitiva patrimoniale, di applicazione apparentemente generalizzata ed in alcuni aspetti analoga al modello dell'astreinte francese, opera quando non è possibile ricorrere all'esecuzione in forma specifica. Il giudice, ove richiesto, pronuncia una condanna al pagamento di una pena pecuniaria, condizionata alla mancata o tardiva esecuzione dell'obbligo principale previsto nella decisione. La minaccia della sanzione pecuniaria, destinata a non produrre effetti con lo spontaneo adempimento, si converte in misura esecutiva in caso di mancato o ritardato adeguamento al disposto giudiziale.

art. 614 bis c.p.c.
Legge 69/2009.


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