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Documenti e giurisprudenza in tema di leasing:

  • Documento in formato pdf Cass.,Sez. I, 15 luglio 2011, n. 15701
    Il credito che, a norma dell'articolo 72 quater l.f. Ŕ destinato a soddisfarsi sul bene oggetto di locazione finanziaria al di fuori del concorso sostanziale con gli altri creditori, Ŕ comunque sottoposto al concorso formale e deve pertanto essere verificato in sede di accertamento del passivo, anche se non si Ŕ ancora proceduto alla vendita o alla nuova allocazione del bene.
    In tema di effetti del fallimento su preesistente rapporto di leasing, ai sensi dell'art. 72 quater l.f. (introdotto dall'art. 59 del d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 e modificato dall'art. 4, comma 8, del d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169), il concedente, in caso di fallimento dell'utilizzatore e di opzione del curatore per lo scioglimento del vincolo contrattuale, pu˛ soddisfarsi sul bene oggetto del contratto di locazione finanziaria al di fuori del concorso, previa ammissione del credito al passivo fallimentare essendo egli destinato ad essere soddisfatto al di fuori del riparto dell'attivo, mediante vendita del bene (analogamente al creditore pignoratizio e a quello garantito da privilegio speciale ex art. 53 legge fall.), con esenzione dal concorso sostanziale, ma non dal concorso formale.
  • Documento in formato pdf Cass., 14 novembre 2006, n. 24214
    Per stabilire se il contratto di leasing Ŕ di godimento o traslativo, occorre individuare la volontÓ delle parti al momento della conclusione di esso, accertando se il canone Ŕ stato pattuito come corrispettivo dell'utilizzazione del bene, ovvero come corresponsione anticipata di parte del prezzo per il suo acquisto alla prevista scadenza del contratto. Si ha infatti la figura del leasing di godimento allorch├ę l'insieme dei canoni Ŕ inferiore, in modo consistente, alla remunerazione del capitale investito nell'operazione di acquisto e concessione in locazione del bene, e lascia non coperta una parte non irrilevante di questo capitale, mentre il prezzo pattuito per l'opzione è di corrispondente livello; ricorre, invece, la figura del leasing traslativo se l'insieme dei canoni remunera interamente il capitale impiegato, ed il prevedibile valore del bene alla scadenza del contratto sopravanza in modo non indifferente il prezzo di opzione. La risoluzione della locazione finanziaria, per inadempimento dell'utilizzatore, non si estende alle prestazioni giÓ eseguite, in base alle previsioni dell'art. 1458 primo comma c.c. in tema di contratti ad esecuzione continuata e periodica ove si tratti di leasing cosiddetto di godimento, pattuito con funzione di finanziamento, rispetto a beni non idonei a conservare un apprezzabile valore residuale alla scadenza del rapporto (con consequenziale marginalitÓ dell'eventuale opzione), e dietro canoni che configurano esclusivamente il corrispettivo dell'uso dei beni stessi. La risoluzione medesima, invece, si sottrae a dette previsioni, e resta soggetta alla applicazione in via analogica delle disposizioni fissate dall'art. 1526 c.c. con riguardo alla vendita con riserva della proprietÓ, ove si tratti di leasing cosiddetto traslativo, pattuito con riferimento a beni atti a conservare a quella scadenza un valore residuo superiore all'importo convenuto per l'opzione, e dietro canoni che scontano anche una quota del prezzo in previsione del successivo acquisto (rispetto a cui la concessione in godimento assume funzione strumentale).

    In proposito, tra i vari precedenti, cfr. Cass., S.U., 7 gennaio 1993 n. 65; Cass. 28 novembre 2003, n. 18229; Cass. 7 febbraio 2001, n. 1715; Cass., 23 novembre 2000 n. 2069.